Rafa Nadal si racconta, a circa un anno dalla fine della sua carriera nel grande tennis. Un vero e proprio campione di questa disciplina e di tutto lo sport in generale, che ha detto addio al termine della Coppa Davis del 2024. Il leggendario giocatore spagnolo ha segnato oltre un decennio. I duelli al calor bianco con i vari Roger Federer, Novak Djokovic e Andy Murray sono destinati a restare nella storia. Ora il maiorchino si sta dedicando a tante altre piccole cose. Tra queste c’è l’accademia di Manacor che porta il suo nome.
Una nuova vita dopo il tennis
Intervistato dai colleghi del quotidiano spagnolo AS dopo la consegna del Premio Leyenda, Rafa Nadal ha ripensato al suo ritiro. Un passaggio radicale dal campo alla scrivania, con tante cose da gestire. Queste le sue sensazioni: “È un cambiamento di vita, ma non l’ho sentito così tanto. Ho sempre pensato che dopo mi sarei trovato bene nella vita di tutti i giorni, che è la cosa più importante, e che avrei trovato la felicità personale in questa nuova fase. E sinceramente è così. È vero che è passato solo un anno, che non mi sono nemmeno fermato molto, che ho fatto parecchie cose, ma senza alcun tipo di problema in nessun momento. Accettando in ogni momento la nuova vita e godendomela anche”.
A Nadal viene chiesto se si sente ancora un tennista, pur avendo smesso di giocare da un anno. La risposta dell’ex numero 1 al mondo è tanto forte, quanto portatrice di consapevolezza: “Io non vivo pensando di essere o di essere stato un tennista. È una fase che è chiusa; evidentemente siamo qui per questo, non perché sia stato qualcos’altro. Questo è chiaro, quindi nel ricordo ci sarà sempre. Ma non vivo la mia quotidianità pensando al tennis, se non in momenti puntuali in cui mi va di guardare qualcosa o, ovviamente, per l’Accademia, dove lo vivo un po’ di più nel giorno per giorno, ma da una prospettiva totalmente diversa”.
In ogni caso, Rafa Nadal non ha ancora mollato la racchetta. E confessa di aver fatto qualche breve sessioni con gli ‘allievi’ della sua Accademia: “È molto complicato. Mi sono allenato un paio di volte con Alina Korneeva e con Alex Eala, semplicemente come sparring, sinceramente. Senza alcuna intenzione che non fosse passare un bel momento palleggiando, sostenerle e farle divertire. Così è stato e così la prendo: senza interesse né aspettative di nulla”.
Rafa Nadal e il confronto tra Alcaraz e Sinner
Il tennis attuale vive soprattutto della rivalità tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Nonostante la connazionalità, Rafa Nadal non vede troppe similitudini con l’attuale numero 1 al mondo. Queste le sensazioni del maiorchino su questa sfida: “Non mi identifico con nessuno dei due. Sono giocatori diversi da quello che ero io. Credo che Carlos sia più imprevedibile: commette più errori, fa punti più spettacolari, a volte non ha un canovaccio di gioco così definito, il che lo rende imprevedibile e divertente per lo spettatore. Jannik è un giocatore più metodico, concentrato, con un modello di gioco più definito e che aggiunge cose poco a poco, per questo è così solido e perde pochissime partite”.
“A volte sembra che Carlos sia più confuso, ma quando guardi i risultati ha avuto un anno incredibilmente regolare e solido in tutti i tornei importanti. Per questo mi fa sorridere quando sento dire questo: i risultati dicono il contrario, è il mio punto di vista”, conclude Nadal.