Saranno Jannik Sinner e Novak Djokovic a scendere in campo nella notte italiana di venerdì per la seconda semifinale degli Australian Open. Il campione di San Candido è riuscito a qualificarsi per la nona volta in carriera per il penultimo atto di un torneo del Grand Slam. E per lui si tratta anche della terza volta di fila nel trovarsi a due passo dalla difesa di un torneo, conquistato nel 2024 e nel 2025. Di fronte a lui ci sarà il grande veterano serbo, il quale ha approfittato di un colpo di fortuna non di poco conto.
Djokovic, infatti, ha superato un turno che in realtà lo stava vedendo in grande difficoltà. Lorenzo Musetti era riuscito a conquistare i primi due set della sfida contro l’ex numero 1 al mondo. Il giocatore nativo di Carrara sembrava in controllo totale della partita, ma poi è successo il fattaccio. Un problema fisico emerso durante il secondo gioco del terzo set ha costretto il giocatore azzurro ad alzare bandiera bianca. Uno dei ritiri più clamorosi nella storia del tennis mondiale ha regalato un insperato accesso in semifinale al campione serbo.
Ricordiamo che la prima semifinale del tabellone maschile degli Australian Open 2026 si giocherà questa sera. Di fronte ci saranno il numero 1 al mondo Carlos Alcaraz e il tedesco Alexander Zverev.
Australian Open, Sinner avanti senza indugi
Jannik Sinner non ha avuto pietà di Ben Shelton nella partita che ha completato il programma dei quarti di finale degli Australian Open. Il numero 2 del ranking ATP ha giocato ancora una volta una gara che ha rasentato la perfezione. Fin dall’inizio l’azzurro ha messo a dura prova l’americano, persino nel suo colpo preferito, ovvero il servizio. E così, alla prima occasione è arrivato il break nel terzo gioco. La situazione per lo statunitense si è fatta molto complicata anche nel quinto game, in cui ha dovuto annullare tre chances del doppio break. Dall’altra parte Jannik non ha tremato e ha chiuso sul 6-3.
Anche il secondo set inizia bene per Sinner, che strappa la battuta al suo avversario nel terzo gioco. Dal canto suo, Shelton prova subito a riprendersi, ma non riesce a concretizzare tre palle per l’immediato contro-break. L’azzurro non lascia scampo al suo avversario e torna ad alzare le sue percentuali al servizio. E così, concedendo appena 5 punti nei successivi tre turni, si chiude sul 6-4. Il terzo set si apre all’insegna dell’equilibrio. Shelton tiene botta questa volta e cancella due palle-break a Sinner. Poi, però, nel momento clou avviene il cambio di scenario. Il numero 2 al mondo cambia passo e strappa la battuta all’americano nel nono gioco, per poi chiudere i conti con un altro 6-4.
Musetti, che sfortuna!
Come abbiamo raccontato, il derby azzurro tanto sognato in semifinale agli Australian Open è rimasto purtroppo solo un sogno. Lorenzo Musetti è stato costretto ad alzare bandiera bianca in una situazione di punteggio da urlo. Un’ora e 50 minuti di gioco ai limiti della perfezione contro un Novak Djokovic che sembrava quasi consegnarsi al suo avversario. I primi due set sono stati giocati alla grande dall’atleta di Carrara, che con il suo tennis fatto di tocco ma anche di intensità aveva di fatto mandato al tappeto il suo illustre collega.
E così, il tabellone recitava 6-4 6-3 dopo i primi due parziali. Poi, però, cambia tutto. Nel corso del terzo gioco, al termine di uno scambio al servizio, Musetti sente qualcosa che non va e fa cenno al suo angolo. È l’inizio di una lenta ma dolorosa tribolazione. Djokovic strappa la battuta e vola poi sul 3-1, l’azzurro ci prova ma nel game successivo si arrende. Niente semifinale, niente terzo posto nel ranking, ma tanto, tantissimo dolore.